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Il Senato rinvia al primo settembre la presentazione degli emendamenti sulla legge elettorale, agosto 2026

Avvenimento del 29 luglio 2026Verificato su più fonti ufficiali

La maggioranza di governo ha concordato uno slittamento di un mese per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale al Senato, fissando la nuova scadenza al primo settembre. La decisione è giunta dopo un incontro tra la Presidente del Consiglio Meloni e i suoi vice, in un clima di forte tensione interna a Forza Italia riguardante il sistema delle preferenze e le intercettazioni. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, la discussione in commissione Affari costituzionali ha preso il via la mattina successiva all'accordo.

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Tensioni nella maggioranza e rinvio dei termini

Il dibattito sulla riforma della legge elettorale, ribattezzata "Melonellum", ha subito un rallentamento significativo a seguito di un vertice tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepremier. Come riportato da ansa.it, il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione Affari costituzionali al Senato è stato posticipato al primo settembre 2026. Questo rinvio di circa un mese mira a stemperare le frizioni emerse all'interno della coalizione di governo, in particolare all'interno di Forza Italia.

Il clima politico si è surriscaldato a causa di una vera e propria rivolta dei senatori azzurri, focalizzata sui temi delle intercettazioni e, soprattutto, del sistema elettorale. Secondo quanto riferito da repubblica.it, il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, avrebbe espresso un forte malumore nei confronti degli alleati, arrivando a dichiarazioni di rottura sulla gestione dei rapporti interni alla coalizione.

Il nodo delle liste bloccate e i dubbi costituzionali

Al centro della contesa non vi sono solo gli equilibri politici, ma anche la tenuta tecnica della riforma. Il 27 luglio 2026, undici costituzionalisti sono stati auditi in commissione Affari costituzionali al Senato per valutare il testo uscito dalla Camera. Il responso tecnico ha evidenziato criticità profonde: nove professori su undici hanno denunciato il rischio di incostituzionalità legato al mantenimento delle liste bloccate repubblica.it.

Le liste bloccate, che non permettono all'elettore di esprimere una preferenza diretta per il candidato, rappresentano una "bomba a orologeria" giuridica che potrebbe portare a un nuovo intervento della Corte Costituzionale. La richiesta di introdurre le preferenze, sostenuta da una parte di Forza Italia, si scontra con l'attuale impianto della riforma, rendendo necessario il periodo di pausa estiva per cercare una mediazione che eviti futuri ricorsi legali e garantisca la stabilità del provvedimento durante il suo iter parlamentare.

Fonti ufficiali

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