L'approvazione dello Stabilicum alla Camera
Il 16 luglio 2026, l'Aula della Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo alla nuova riforma elettorale, nota con il nome di Stabilicum. Il provvedimento, di iniziativa della maggioranza di centrodestra, è stato approvato attraverso il voto segreto, raccogliendo 217 pareri favorevoli e 152 contrari. Come riportato da ilsole24ore.com, il passaggio parlamentare ha confermato l'impianto generale della norma dopo che, nei giorni immediatamente precedenti, l'Assemblea aveva già approvato i singoli articoli che compongono il testo.
La riforma mira a modificare l'attuale sistema di voto per garantire una maggiore stabilità governativa, intervenendo su pilastri fondamentali come l'assegnazione dei seggi e le modalità di espressione della preferenza da parte dei cittadini.
Le principali novità: premio di maggioranza e liste bloccate
Il cuore dello Stabilicum risiede nell'introduzione di un sistema proporzionale corretto da un consistente premio di maggioranza. La legge prevede infatti l'assegnazione automatica di 70 deputati supplementari alla lista o alla coalizione che ottiene il maggior numero di voti, con l'obiettivo di assicurare una base parlamentare solida al governo uscente dalle urne. Secondo le ricostruzioni di ilsole24ore.com, questa misura è stata uno dei punti più discussi durante l'iter legislativo.
Un altro aspetto centrale riguarda la selezione dei rappresentanti. La riforma conferma il meccanismo delle liste bloccate, che non permette all'elettore di esprimere una preferenza nominale per il singolo candidato, ma solo per il simbolo del partito. Durante il dibattito in Aula, è stato bocciato un emendamento presentato dalla corrente dei cosiddetti "vannacciani" che mirava a reintrodurre le preferenze.
Infine, la legge introduce una novità significativa per quanto riguarda l'esercizio del diritto di voto: viene infatti garantito il voto ai fuori sede, permettendo a studenti e lavoratori distanti dal proprio comune di residenza di partecipare alle consultazioni elettorali senza dover necessariamente rientrare a casa. Restano invece fuori dal perimetro di questa riforma altre misure di sicurezza o penali, come quelle relative al contrasto delle baby gang, che seguono percorsi legislativi differenti già avviati nei mesi precedenti.
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