L'approvazione dello Stabilicum al Senato
Il percorso della riforma elettorale ha segnato una tappa decisiva con il via libera dell'aula del Senato. Il testo, ribattezzato Stabilicum, ha ottenuto il sostegno compatto della maggioranza con 113 voti favorevoli, concludendo così l'esame degli emendamenti e il voto finale nella giornata del 15 settembre 2026 rainews.it. La riforma punta a introdurre correttivi volti a garantire una maggiore stabilità governativa e a contrastare la frammentazione politica.
Uno dei punti più discussi durante il dibattito a Palazzo Madama ha riguardato le norme sulle sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle liste. La ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha difeso la scelta di non modificare le soglie per le firme, definendo la misura come uno strumento necessario contro la proliferazione di formazioni minori e la frammentazione del quadro politico secoloditalia.it. Tale posizione ha sollevato le proteste dei piccoli partiti e di alcune forze di opposizione, tra cui il Movimento 5 Stelle quotidiano.net.
Le prospettive alla Camera e la rappresentanza di genere
Conclusa la fase al Senato, il provvedimento si sposta ora alla Camera dei Deputati. La ministra Casellati si è detta fiduciosa sulla rapidità del passaggio parlamentare, dichiarando di non vedere "scogli" o rischi di sovvertimento della maggioranza iltempo.it. Secondo la ministra, il rischio di incidenti parlamentari, come quelli verificatisi in passato su emendamenti riguardanti la rappresentanza femminile, è da escludersi grazie alla compattezza delle forze di governo.
Proprio sul tema della presenza femminile nelle istituzioni, Casellati ha sottolineato che la responsabilità degli spazi concessi alle donne ricade principalmente sulle scelte strategiche dei partiti politici. Indipendentemente dal sistema elettorale adottato, la ministra ha evidenziato come siano le segreterie a decidere il posizionamento dei candidati nelle liste in base alle proiezioni di eleggibilità iltempo.it. Mentre il Parlamento procede con la riforma elettorale, il Governo prosegue parallelamente l'attività normativa su altri fronti: il 16 settembre 2026, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato in esame preliminare il nuovo Codice delle relazioni internazionali, volto a razionalizzare le norme sulle competenze del Ministero degli Affari Esteri governo.it.
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