Lo scontro in Aula tra M5S e Fratelli d'Italia
Il clima politico a Montecitorio ha raggiunto livelli di estrema tensione durante la settimana dedicata all'approvazione definitiva della nuova legge elettorale. Il momento di massima frizione si è verificato il 7 ottobre 2026, quando il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha preso la parola in Aula per contestare duramente l'operato del Governo e del partito di maggioranza relativa, Fratelli d'Italia.
Secondo le ricostruzioni fornite da Il Fatto Quotidiano, Conte ha mostrato pubblicamente delle fotografie che ritraggono esponenti di spicco della destra italiana in compagnia di soggetti discussi. Le immagini riguardano in particolare il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, ritratto con Caroccia, e la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, immortalata insieme a Luigi Ciavardini, ex esponente dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) condannato per la strage di Bologna.
Il contesto istituzionale e le reazioni
L'episodio non è stato un evento isolato, ma si è inserito in una cornice di forte contrapposizione parlamentare. Come riportato dal portale comunicazione.camera.it, nella stessa giornata del 7 ottobre la Camera era impegnata nella votazione della terza questione di fiducia posta dal Governo sull'articolo 3 della proposta di legge elettorale (C. 2822-B). La tensione era già alimentata da scontri paralleli riguardanti la Commissione Antimafia e la posizione del senatore Scarpinato, portando altri esponenti del M5S, come il senatore Pirondini, a compiere gesti simbolici di protesta come lo strappo di documenti di Fratelli d'Italia ANSA.
Conte ha giustificato il gesto come una risposta a quella che ha definito la "faccia tosta" della maggioranza, accusando Fratelli d'Italia di aver sfidato il Movimento 5 Stelle sul piano dell'etica pubblica e della legalità. La protesta è avvenuta mentre la Camera procedeva verso l'approvazione definitiva del testo di legge, avvenuta formalmente l'8 ottobre 2026, come confermato dai lavori preparatori pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Nonostante le polemiche sollevate dalle opposizioni, il percorso legislativo è giunto a compimento con il voto finale favorevole della maggioranza.
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