Lo scontro sulla telefonata a Putin
Un nuovo capitolo di tensioni ha segnato i rapporti tra i leader del Terzo Polo, Carlo Calenda e Matteo Renzi. Al centro della disputa vi è il ricordo di una telefonata che sarebbe intercorsa tra l'allora Presidente del Consiglio Renzi e il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, in concomitanza con il referendum sulla Brexit del 2016. Secondo quanto riportato da adnkronos.com, Calenda ha ribadito la propria versione dei fatti dichiarando: "Confermo tutto".
La reazione di Italia Viva non si è fatta attendere. Gli esponenti del partito di Renzi hanno respinto categoricamente la ricostruzione, sostenendo che Calenda non fosse presente e definendo il leader di Azione un "mitomane". Come riportato da quotidiano.net, il senatore Renzi ha accusato l'ex alleato di diffondere deliberatamente notizie false su un evento diplomatico avvenuto circa dieci anni fa, alimentando un "giallo" politico che ha riacceso le ostilità tra le due formazioni.
L'iniziativa diplomatica per l'Ucraina
Parallelamente alle polemiche interne, Carlo Calenda ha intrapreso un'iniziativa di protesta legata al conflitto in Ucraina. Il segretario di Azione ha annunciato la propria adesione allo sciopero della fame iniziato dall'eurodeputata Pina Picierno per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulla drammatica situazione di Oleshky.
Attraverso i propri canali social, Calenda ha spiegato che questa azione rappresenta una forma di "diplomazia attiva" in risposta a chi, nel dibattito pubblico italiano, invoca genericamente il dialogo senza proporre gesti concreti. Secondo open.online, il leader di Azione ha sfidato altri esponenti politici a unirsi alla protesta, sottolineando la necessità di non restare indifferenti di fronte alle sofferenze della popolazione ucraina. La notizia è stata confermata anche da adnkronos.com, che ha evidenziato come il gesto miri a mantenere alta l'attenzione internazionale sulla crisi in corso.
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