Le nuove sanzioni statunitensi e la reazione globale
Il 17 settembre 2026, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha dato il via libera definitivo a un pacchetto di sanzioni contro la Russia, segnando un inasprimento della politica economica sotto l'amministrazione Trump. Come riportato da ansa.it, il provvedimento segue l'approvazione già ottenuta al Senato nel mese di luglio. La misura più significativa riguarda l'imposizione di dazi che possono raggiungere il 100% per quelle nazioni che continuano ad acquistare petrolio e gas russi, una mossa volta a isolare ulteriormente le risorse energetiche di Mosca.
La risposta internazionale non si è fatta attendere. Cina e India hanno espresso una netta opposizione al provvedimento americano. Secondo quanto diffuso da agi.it, i due colossi asiatici hanno rivendicato la propria autonomia decisionale in merito agli approvvigionamenti energetici, dichiarando di voler stabilire autonomamente da chi acquistare gas e petrolio senza subire imposizioni esterne.
Tensioni nei cieli baltici e guerra ibrida
Parallelamente alle manovre legislative a Washington, la tensione militare è aumentata sul fianco orientale della NATO. Jet militari russi hanno violato lo spazio aereo della Lituania, provocando l'immediato decollo dei caccia italiani impegnati nelle attività di pattugliamento dell'area. Questo episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza europea, come evidenziato dai dibattiti al Parlamento Europeo del 16 settembre 2026.
Durante la sessione a Strasburgo, diversi eurodeputati hanno discusso la relazione sulla "Guerra ibrida e protezione dell'integrità territoriale dell'Unione". Secondo i resoconti istituzionali di europarl.europa.eu, esponenti politici come Arkadiusz Mularczyk hanno sottolineato come le minacce non siano più teoriche, citando cyberattacchi, sabotaggi e violazioni dei confini come realtà quotidiane per gli stati della frontiera orientale. La necessità di investire in infrastrutture critiche e mobilità militare è stata indicata come prioritaria per rispondere a quella che viene definita una strategia di destabilizzazione russa, che repubblica.it collega anche alla vicinanza del voto in Russia e ai futuri incontri diplomatici, come quello previsto tra Trump e Zelensky a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
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