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Il rapporto Ocse Pisa 2025 rileva un calo delle competenze di lettura tra i quindicenni, settembre 2026

Avvenimento del 9 settembre 2026Verificato su più fonti ufficiali

Secondo i dati diffusi dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) nel rapporto Pisa 2025, si registra un calo significativo delle capacità di lettura tra i quindicenni nei paesi occidentali. Il declino, iniziato nel 2012, ha subito un'accelerazione a partire dal 2022, portando i risultati ai minimi storici in nazioni come Francia e Spagna. Le analisi evidenziano la crescita dei cosiddetti «lettori frettolosi» a discapito di chi pratica una lettura accurata e fluente.

Testo generato con l'ausilio di intelligenza artificiale e sottoposto a revisione prima della pubblicazione (Reg. UE 2024/1689, art. 50).

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Il declino della lettura e l'ascesa dei lettori frettolosi

I recenti dati pubblicati dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) delineano un quadro critico per quanto riguarda le competenze alfabetiche dei giovani nei paesi occidentali. Secondo quanto riportato da ilfattoquotidiano.it, la capacità di lettura tra i quindicenni è in costante calo dal 2012, con un peggioramento marcato registrato negli ultimi tre anni. Questa tendenza ha portato alla definizione di una nuova categoria di utenti: gli hasty readers o «lettori frettolosi».

Come sottolineato da editorialedomani.it, la quota di chi legge in modo accurato e fluente sta diminuendo drasticamente. Il problema non risiede solo nella quantità di testi letti, ma nella qualità dell'approccio: la difficoltà maggiore oggi consiste nell'insegnare la mediazione e la concentrazione necessaria per testi complessi, andando oltre la semplice prescrizione di autori classici come Dante o Manzoni.

Il ruolo della tecnologia e le risposte istituzionali

Le cause di questo crollo sono state identificate principalmente nell'uso pervasivo di smartphone e social media, che tendono a frammentare l'attenzione e a distruggere la capacità di concentrazione prolungata. Sebbene l'intelligenza artificiale rappresenti una sfida futura, il declino attuale è strettamente legato alle abitudini digitali consolidate nell'ultimo decennio ilfattoquotidiano.it.

Di fronte a questi risultati, alcuni governi hanno iniziato ad adottare misure drastiche. In Danimarca, la premier Mette Frederiksen ha proposto un divieto totale dei cellulari nelle scuole, esteso anche agli intervalli, proprio in risposta al crollo degli alunni danesi nelle classifiche Pisa dell'Ocse adnkronos.com. Mentre l'Europa soffre, con minimi storici raggiunti anche in Francia, Spagna e Islanda, la classifica globale vede attualmente in testa i sistemi educativi dell'Asia orientale, in particolare Giappone, Singapore e Cina open.online.

Eccellenze italiane in altri settori Ocse

Nonostante le difficoltà nel comparto educativo, i rapporti Ocse evidenziano segnali positivi per l'Italia in ambiti tecnologici e industriali. Parallelamente ai dati sulla scuola, l'organizzazione ha certificato il valore della space economy italiana, che ammonta a circa 8 miliardi di euro con 23mila addetti secoloditalia.it. Questo ecosistema digitale e industriale strategico posiziona il Paese tra i protagonisti globali nei settori aerospaziale, delle telecomunicazioni e dell'ingegneria avanzata corrierecomunicazioni.it.

Fonti ufficiali

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