La riforma dei libri di testo nella Manovra 2027
Nel quadro della nuova Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, il Governo ha introdotto disposizioni restrittive riguardanti l'editoria scolastica. Come riportato nel comunicato stampa n. 195 di Palazzo Chigi, la manovra finanziaria per il triennio 2027-2029 punta a ridurre il carico economico sulle famiglie, intervenendo direttamente sul costo dei materiali didattici.
La norma prevede l'obbligo per le case editrici di offrire versioni digitali dei libri di testo a un prezzo che non superi il 50% del prezzo di copertina della corrispondente versione cartacea. L'obiettivo dichiarato dall'esecutivo è quello di favorire la digitalizzazione della scuola italiana e, contemporaneamente, tutelare il potere d'acquisto dei cittadini in una fase di revisione della spesa pubblica.
La protesta degli editori e i rischi per il settore
L'annuncio della misura ha scatenato un'immediata reazione da parte del mondo editoriale. Secondo quanto riportato da repubblica.it, gli editori hanno espresso profonda preoccupazione, arrivando a ipotizzare il rischio di fallimento per numerose imprese del comparto. La critica principale riguarda l'insostenibilità economica di un taglio così netto dei prezzi, che non terrebbe conto dei costi di produzione, dei diritti d'autore e degli investimenti necessari per lo sviluppo di piattaforme didattiche digitali avanzate.
Il settore sostiene che il prezzo di un libro non sia legato esclusivamente al supporto fisico (carta o file), ma al valore intellettuale e al lavoro di aggiornamento pedagogico che vi è dietro. Imporre un tetto del 50% rischierebbe, secondo le associazioni di categoria, di compromettere la qualità dell'offerta formativa e la sopravvivenza stessa di una filiera che impiega migliaia di lavoratori.
Il contesto della Legge di Bilancio
Questa misura si inserisce in una manovra più ampia, del valore complessivo di circa 26 miliardi di euro per il 2027, che tocca diversi ambiti dell'economia nazionale. Oltre alla scuola, il disegno di legge prevede interventi sul fisco, con l'estensione dell'aliquota IRPEF al 33% per i redditi fino a 55.000 euro, e sulla sanità, con un incremento del Fondo sanitario nazionale di 3,4 miliardi di euro. Mentre il Governo procede con l'iter parlamentare, che vedrà l'inizio delle audizioni alla Camera nella prima settimana di novembre ansa.it, il confronto con le parti sociali e le categorie produttive, inclusi gli editori, resta uno dei nodi centrali della discussione politica.
Economia · Aggiornamento automatico verificato