La Manovra 2027: fisco, famiglia e sanità
Il 28 ottobre 2026, sotto la presidenza di Giorgia Meloni, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al disegno di legge di Bilancio per l'anno finanziario 2027. Come riportato nel comunicato ufficiale del Governo, la manovra mobilita circa 26 miliardi di euro, puntando con decisione sul rafforzamento del potere d'acquisto e sul contrasto alla denatalità.
Tra le principali novità fiscali spicca la rimodulazione dell'IRPEF, con l'estensione dell'aliquota del 33% per i redditi fino a 55.000 euro, e l'innalzamento della soglia per il regime forfettario delle partite IVA a 100.000 euro. Per i giovani lavoratori sotto i 30 anni, il Governo ha introdotto un'imposta sostitutiva agevolata dell'1% sugli incrementi di reddito e ha elevato a 2.000 euro il limite di esenzione per i fringe benefit.
Sul fronte della famiglia, il pacchetto di misure è corposo: il "bonus mamme" diventa strutturale per le lavoratrici con almeno due figli, mentre il congedo parentale retribuito all'80% viene esteso fino a quattro mesi (aumentando progressivamente per i figli successivi). Viene inoltre istituito un fondo per la natalità che prevede un contributo statale di 100 euro annui per ogni nuovo nato fino alla maggiore età.
Il dibattito nel centro-sinistra: verso un nuovo Reddito
Mentre l'esecutivo definisce i dettagli della legge di bilancio, le forze di opposizione che compongono il cosiddetto "campo largo" hanno accelerato i lavori per la costruzione di un programma alternativo. Il tema centrale del confronto economico riguarda il contrasto alla povertà. Secondo quanto riportato da Repubblica, sul tavolo della coalizione è approdata una proposta per un nuovo strumento di sostegno al reddito che ha ricevuto un via libera unanime.
Il Movimento 5 Stelle ha esercitato un forte pressing per il rilancio di una misura simile al Reddito di Cittadinanza, trovando un'apertura significativa anche da parte di Italia Viva. Raffaella Paita (Iv) ha specificato che il sostegno deve essere rivolto ai poveri evitando però distorsioni o truffe, mentre Francesco Boccia (Pd) ha sottolineato la necessità di adattare la misura ai mutamenti del contesto economico attuale.
Oltre al sussidio, il programma dell'opposizione punta su altri pilastri economici come il salario minimo a 10 euro l'ora, misura su cui Matteo Renzi ha confermato la disponibilità al dialogo, dichiarando al Corriere della Sera l'intenzione di partecipare a primarie aperte per fermare le destre, nonostante le persistenti tensioni personali con Giuseppe Conte.
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