Il quadro del disagio sociale e le nuove rilevazioni Istat
L'Istituto Nazionale di Statistica continua a fornire una fotografia dettagliata della struttura socio-economica italiana attraverso la pubblicazione di nuovi dati e mappe interattive. Secondo quanto riportato da ilfattoquotidiano.it, le ultime analisi basate sui dati 2023 permettono di mappare capillarmente il disagio sociale lungo tutta la penisola, offrendo strumenti di consultazione per comprendere come le difficoltà economiche e abitative si distribuiscano sul territorio nazionale.
Sul fronte demografico e migratorio, i dati elaborati dall'Istituto per il 2025 e l'inizio del 2026 mostrano tendenze contrastanti. Da un lato, si registra un incremento significativo dei titoli di soggiorno; come riportato da ansa.it, nel 2025 i permessi di soggiorno hanno segnato un aumento del 47%, nonostante una contestuale riduzione del 15% nelle richieste di asilo. Dall'altro lato, prosegue la crisi delle nascite: nel 2025 sono stati registrati solo 355 mila nati, con una ulteriore flessione prevista per il 2026 che colpisce in modo particolare le regioni del Sud Italia.
Cooperazione internazionale e gestione operativa
Oltre all'attività di analisi domestica, l'Istat ha consolidato il proprio ruolo a livello globale. Il 22 ottobre 2026, l'Istituto ha annunciato la conclusione di un importante progetto di gemellaggio europeo volto a rafforzare il sistema statistico nazionale della Cambogia. Come specificato nel comunicato su istat.it, l'Istat ha guidato un consorzio internazionale che ha visto la partecipazione di Francia, Lituania e Polonia, confermando l'eccellenza italiana nel coordinamento di programmi di capacity building statistico.
Infine, l'ente prosegue nella gestione ordinaria delle proprie infrastrutture e della sicurezza dei lavoratori. Tra le delibere recenti, figura l'affidamento di servizi tecnici per il monitoraggio ambientale delle proprie sedi, come il servizio di analisi microbiologiche per la ricerca della legionella negli impianti idrici, i cui dettagli sono stati resi pubblici sul portale istituzionale istat.it.
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