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Azione

Partito fondato nel 2019 da Carlo Calenda, di area liberale e riformista. Aderisce all'area Renew Europe.

Spiegazione

Che cos'è: partito politico italiano di area liberale, riformista ed europeista, rappresentato in Parlamento.

Nascita e storia: fondato nel novembre 2019 da Carlo Calenda insieme a Matteo Richetti e ad altri esponenti provenienti in prevalenza dal Partito Democratico e da +Europa. Alle elezioni politiche del 2022 si è presentato in lista comune con Italia Viva sotto la denominazione Azione - Italia Viva, esperienza definita Terzo Polo, terminata nel 2023. Alle europee del 2024 si è presentato con lista autonoma.

Guida: Carlo Calenda, segretario nazionale, senatore dal 2022, già ministro dello Sviluppo economico dal 2016 al 2018 e parlamentare europeo dal 2019 al 2022.

Risultati elettorali recenti: politiche 2022, 7,8% alla Camera per la lista comune Azione - Italia Viva; europee 2024, 3,3% per la lista Azione, sotto la soglia di sbarramento del 4%. Dati del Ministero dell'Interno.

Collocazione europea: il partito si riconosce nell'area liberale europea di Renew Europe.

Che cosa sostiene, tema per tema (dai programmi elettorali del 2022 e del 2024 e dai documenti del partito):

Metodo di governo: il riferimento dichiarato è l'agenda del governo Draghi: competenza tecnica, continuità delle riforme legate al piano nazionale di ripresa e resilienza, rigore nei conti pubblici e priorità agli investimenti rispetto ai trasferimenti monetari.

Energia e industria: politica industriale ed energetica di lungo periodo, con posizione favorevole e insistita sul nucleare di nuova generazione accanto alle rinnovabili; sostegno alla decarbonizzazione ma critica alle scadenze europee ritenute non realistiche, in particolare il divieto ai motori endotermici dal 2035, di cui chiede una revisione tecnologicamente neutra.

Fisco e lavoro: riduzione strutturale del cuneo fiscale sul lavoro dipendente, semplificazione delle aliquote, contrarietà a condoni e sanatorie fiscali; sul salario minimo il partito ha sottoscritto la proposta unitaria delle opposizioni, chiedendo però che sia accompagnata dall'estensione della contrattazione collettiva; contrarietà a sussidi generalizzati come il reddito di cittadinanza nella formulazione originaria.

Scuola e sanità: investimento sugli istituti tecnici e professionali e sull'orientamento, aumento degli stipendi dei docenti legato alla valutazione; aumento della spesa sanitaria, assunzione di personale e riforma della medicina territoriale.

Giustizia: impostazione garantista, sostegno alla separazione delle carriere dei magistrati e alla riduzione dei tempi dei processi.

Migrazioni: gestione europea dei flussi, ingressi regolari legati al fabbisogno di lavoro, rimpatri effettivi per chi non ha diritto alla protezione; apertura allo ius scholae.

Istituzioni: riforme per la stabilità dei governi, sostegno storico all'elezione diretta del vertice dell'esecutivo, riduzione della frammentazione parlamentare, legge elettorale che favorisca la scelta degli eletti.

Europa e politica estera: europeismo dichiarato e atlantismo, sostegno pieno all'Ucraina, difesa comune europea, riforma dei trattati per superare l'unanimità; contrarietà ai sovranismi e ai partiti euroscettici.

Fonti: programmi elettorali depositati presso il Ministero dell'Interno, documenti e note pubblicate sul sito del partito, dichiarazioni ufficiali del segretario.

Contesto italiano

Rappresentata in Parlamento, oscilla tra opposizione e collaborazione tematica con la maggioranza.

Fonti ufficiali

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